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Nei mutui a tasso variabile il tasso passivo che il cliente paga su ogni rata varia di volta in volta, ancorato al tasso di mercato euribor. Se i tassi di mercato aumentano, allora anche il tasso del mutuo cresce, e di conseguenza cresce la rata da pagare (la quota capitale della resta resta invariata, cresce la quota interessi).
Mutuo a tasso variabile
Lo spread resta uguale per tutta la durata: se l'euribor sale anche il tasso applicato cresce della stessa misura. Ad esempio al momento della stipula l'euribor 6 mesi è pari al 2,90%. Il cliente pagherà all'inizio 2,90% + 1% = 3,90%. Se dopo un anno l'euribor è salito al 3,40%, il tasso del secondo anno pagato dal cliente sarà 3,40% + 1% = 4,40%. Solo nella parte iniziale del mutuo, grazie al tasso di ingresso, le rate restano stabili
Con i mutui a tasso variabile, quindi il cliente si espone quindi
al rischio di variazione tassi: se il tasso euribor sale il cliente
pagherà più interessi passivi, se il tasso euribor cala pagherà meno
interessi passivi. Una parziale copertura contro il rischio di rialzo
tassi e' dato dai mutui con
tetto massimo al tasso di interesse. Una parziale copertura contro
l'incremento di rata invece si trova nei
mutui affitto (che sono
mutui a rata costante e durata variabile).
Link esterni
Mutui a tasso variabile
Mutuo con rata come un affitto
Mutuo a tasso variabile

