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La principale norma in materia di finanziamenti agevolati per l'imprenditoria femminile è la Legge 215/92. I fondi sono gestiti dal Ministero delle Attività produttive, come molti dei finanziamenti per le aziende.
Finanziamenti per l'imprenditoria femminile e legge 215
La principale norma in materia di finanziamenti agevolati per l'imprenditoria femminile è la Legge 215/92. I fondi sono gestiti dal
Ministero delle Attività produttive, come molti dei
finanziamenti per le aziende.
La legge 215 è nata per agevolare la nascita e lo sviluppo delle imprese femminili che vogliano attuare dei programmi di investimento
organici e operanti in diversi settori dell’economia, quali l’agricoltura, il manifatturiero e assimilati, il commercio, il turismo e i servizi.
Si rivolge sia a donne che devono avviare un'attività sia a imprenditrici già attive sul mercato.
La legge, anche se non prevede limiti minimi, è indirizzata a finanziare piani di spesa di importo medio-piccolo disposti su
un breve arco temporale.
La legge 215 permette di ottenere
contributi a fondo perduto e
finanziamenti al tasso agevolato dello 0,50% con piani di rimborso decennali. Anche in questa
legge, i fondi vengono gestiti con il meccanismo del bando: quindi le richieste di agevolazioni finanziarie possono essere avanzate solo in un certo
periodo di tempo, redigendo la domanda e presentando la necessaria documentazione. Le agevolazioni possono riguardare: l'avvio di una attività
imprenditoriale, l'acquisto di attività preesistente (cioè rilevare un’attività preesistente o di un ramo d’azienda tramite atto d’acquisto o locazione con durata di almeno cinque
anni), la realizzazione di progetti aziendali innovativi (innovazione di prodotto, di tipo tecnologico od
organizzativo, e può essere riferita anche ad azioni di ampliamento ed ammodernamento dell’attività già esercitata),
l'acquisizione dei servizi reali( servizi che siano in grado di aumentare la produttività, apportare innovazione
organizzativa, favorire il trasferimento di tecnologie, agevolare la ricerca di nuovi sbocchi di mercato per la commercializzazione dei propri
prodotti, acquisire nuove tecniche di produzione, gestione e commercializzazione, sviluppare sistemi di qualità).
Le graduatorie sono stilate considerando il numero di nuovi occupati rispetto all'investimento richiesto, al numero di nuovi occupati donna sul
totale degli occupati, ai nuovi investimenti rispetto agli investimenti totali, alla partecipazione delle donne alla direzione di impresa, al
conseguimento di certificazioni ambientali e di qualità.
Possono essere oggetto di finanziamento macchinari a attrezzature, brevetti, software, studi di fattibilità e opere murarie (con un limite sul totale
degli investimenti). Non possono essere oggetto di finanziamento le spese ordinarie o di gestione, le scorte di materie, l'acquisto di beni a uso promiscuo, mezzi
targati per trasporto merci.
L'erogazione dei finanziamenti è abbastanza rapida.
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Link utili Finanziamenti imprenditoria femminile:
- Informazioni imprenditoria femminile dall'IPI
- Imprenditorai femminile
- Imprenditorai femminile in Toscana
- Osservatorio Donna
- Legge 215 nella Regione Lombardia
- Imprenditoria femminile e ICE
- SpazioDonna
- Agevolazioni legge 215
- Legge215.com

