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Fido di conto corrente
Di norma, un conto corrente deve mantenere un saldo positivo: non può cioè "andare scoperto", cioè presentare un saldo negativo. La banca ha però, su richiesta del
cliente, la facoltà di concedere un fido di conto corrente. Con il fido di conto corrente, il correntista è autorizzato in via preventiva ad avere un saldo negativo di
conto corrente, a sua discrezione, entro una soglia prestabilita (l'ammontare del fido appunto).
Supponiamo che una certa persona o azienda abbia un fido di conto corrente di euro 10.000: questo significa che, all'occorrenza e a sua totale discrezione, il titolare del conto corrente può
utilizzare il denaro del conto corrente (con prelievi, pagamenti, emissione di assegni, ecc) fino a raggiungere un saldo negativo di 10.000 euro. Se in un certo momento, il
conto corrente ha un saldo negativo di 4.000 euro, significa che il titolare ha ancora 6.000 euro disponibili (cioè i 10.000 euro di fido concesso meno i 4.000 euro
utilizzati).
Inoltre è il titolare del conto corrente a decidere se e quando rientrare, mediante versamenti sul conto corrente stesso. L'utilizzo del fido di conto corrente fa maturare delle
spese, perchè nei fatti si sta usando, previo accordo, denaro della banca. I costi sono dati da:
- interessi passivi, che variano in base al tasso applicato, all'importo utilizzato e alla durata dell'utilizzo
- CMS (Commissione di Massimo Scoperto), una percentuale fissa che si calcola trimestralmente sul picco più alto di utilizzo del fido. Questa voce fa crescere
sensibilmente il reale costo dell'utilizzo del fido di conto corrente, soprattutto per utilizzi brevi come durata.
Come detto, la banca ha discrezionalità di concedere o meno un fido di conto corrente. Per quanto riguarda i fidi a privati e dipendenti, la prassi è quella di concedere un fido
pari ad una o due mensilità di reddito. Questo proprio perchè il fido di conto corrente serve solo per fronteggiare gli sfasamenti di breve periodo tra incassi e pagamenti. Per
quanto riguarda le aziende, l'importo erogabile dipende dal fatturato, dai tempi medi di incasso delle vendite, dal patrimonio aziendale, dall'anzianità della relazione
bancaria. In ogni caso, le banche preferiscono concedere
affidamenti legati al portafoglio crediti, perchè autoliquidanti (cioè i progressivi incassi delle vendite effettuate vanno a
ridurre l'esposizione creditizia della banca).

