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Anticipo fatture estero
Con le operazioni di anticipo fatture sull'estero una azienda può smobilizzare una parte di un credito verso una azienda estera a cui ha effettuato una
fornitura, fornitura che ha fatto nascere un credito commerciale documentato dall'emissione di una fattura. Vediamo un esempio pratico.
L'azienda A vende in data 1 gennaio beni per euro 10.000 + IVA all'azienda estera B, emettendo la fattura di vendita numero 1 e concordando un pagamento al 31 marzo.
Successivamente l'azienda A si rivolge alla propria banca per anticipare la fattura. In pratica la banca anticipa subito una parte dell'ammontare della fattura (di solito si
arriva all'80% dell'imponibile, quindi l'80% di 10.000 euro, quindi 8.000 euro).
Quando l'azienda B, al 30 marzo, paga la fattura all'azienda A (ad esempio tramite bonifico bancario)
allora la banca estingue l'anticipo concesso ad A, trattenendo 8.000 euro, e accredita la differenza (4.000 euro nel nostro caso) sul conto corrente dell'azienda A.
L'azienda A per l'operazione paga gli interessi su un importo di 8.000 euro (la somma anticipata) per la durata dell'anticipo (90 giorni nel nostro caso).
La banca A, per decidere se anticipare o meno la fattura che A ha emesso verso B, valuta prevalentemente la solidità dell'azienda B, cioè dell'azienda che ha ricevuto la
fornitura e che dovrà pagare la fattura, pagamento con cui si estinguerà l'anticipo.

