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Investimenti.it è una guida online alle forme di investimento disponibili in Italia. Sono presenti sezioni che spiegano il funzionamento (ed in particolar modo il grado di rischio, la liquidità e i possibili ritorni, come interessi e capital gain) delle forme di investimento più diffuse, come titoli di stato, obbligazioni, azioni, polizze e fondi comuni.

Investimenti su Investimenti.it

Su Investimenti.it sono presenti anche notizie riguardanti il funzionamento di strumenti finanziari più evoluti e meno diffusi, come ETF, sicav e gestioni patrimoniali mobiliari, oppure di strumenti relativamente nuovi, come i fondi pensione e le polizze pensionistiche.

Oltre alla sezione dedicata agli investimenti, ci sono informazioni su due altre categorie di prodotti finanziari diffusi tra i privati: gli strumenti di pagamento (carte di credito e carte di debito) e i finanziamenti (prestiti, cessione del quinto, carte revolving e mutui). In questo caso l'idea è quella di fornire informazioni utili a capire quale strumento è più adatto ad una certa finalità e, una volta individuato il tipo di strumento migliore, fornire alcune indicazioni per poter confrontare le condizioni offerte da diverse banche e società finanziarie per trovare le migliori condizioni.
Infine, esistono le quotazioni giornaliere di una serie di indici di borsa, singole azioni quotate sulla borsa italiana, metalli preziosi e materie prime come il petrolio.

Le forme di investimento

Come detto, le forme di investimento più diffuse in Italia sono i titoli di stato, i buoni postali, le obbligazioni, i fondi comuni e le polizze assicurative. Questa composizione riflette la preferenza degli italiani per investimenti a basso rischio e con durata media e medio-corta. Infatti lo strumento di risparmio più usato sono i titoli di Stato. Con l'acquisto di un titolo di Stato, un cittadino presta denaro allo Stato Italiano, ottenendo interessi periodici e il rimborso del capitale alla scadenza. Lo Stato Italiano, a causa dell'enorme ammontare di debito pubblico, è uno dei principali emettitori al mondo di titoli obbligazionari governativi. Lo Stato italiano emette sia titoli a tasso fisso (come i BTP) che titoli a tasso variabile (come i Certificati di Credito del Tesoro, o CCT). Emette inoltre titoli che non pagano cedole durante la vita del titolo, e che pagano il montante alla fine, al momento del rimborso del titolo stesso: è il caso dei BOT e dei CTZ, che sono degli zero coupon. Anche per quanto riguarda la durata delle emissioni, si va dalle emissioni di BOT con durata da 3 a 12 mesi, ai CCT emessi per 5 e 7 anni, ai BTP, che possono essere emessi con scadenze da 5 a 30 anni.
L'investimento in titoli di Stato presenta i rischi tipici di un investimento obbligazionario: il rischio principale è il rischio di insolvenza (in questo caso limitato, data la discreta solidità dello Stato Italiano come debitore, confermata dal buon rating), poi vanno aggiunti in rischio di liquidità (rischio di non trovare una controparte disposta a comprare il titolo prima della scadenza: anche questo rischio è molto basso per i titoli di stato italiani) e infine, per i titoli a tasso fisso e CTZ, il rischio di variazione dei tassi (infatti quando i tassi di interesse di mercato cambiano, il prezzo dei titoli a tasso fisso oscilla). Sta di fatto che titoli di Stato di breve durata (come i BOT) sono una delle forme di investimento più sicure tra quelle possibili. Ovviamente bisogna ricordare che basso rischio vuol dire anche basso rendimento: in particolare, il rischio è che il tasso di interesse annuo dell'investimento sia così basso da non proteggere il capitale contro l'inflazione.
Un'altra forma di investimento diffusa sono le obbligazioni emesse da società private, soprattutto da banche: in questo caso il denaro è prestato ad una società, quindi il rischio di insolvenza può variare molto a seconda di chi sia il debitore. Dato che una società privata è sempre più rischiosa dello Stato sovrano in cui la società opera, n teoria le obbligazioni bancarie dovrebbero pagare tassi di interesse più alti del corrispondente titolo di stato per durata e tipo di tasso (più rischio = più rendimento): in realtà questo non sempre accade perchè le banche sfruttano le asimmetrie informative verso i risparmiatori per vendere obbligazioni che rendono meno di quello che dovrebbe essere il "rendimento di mercato" e perchè spesso le obbligazioni hanno strutture delle cedole molto complesse, ad esempio legate ad una valuta, ad un indice di borsa o al prezzo di una materia prima (le cosiddette "obbligazioni strutturate").
I fondi comuni sono invece meccanismi di investimento collettivo, che raccolgono denaro da molti risparmiatori e poi costruiscono un portafoglio di titoli nel rispetto di alcune linee guida e di alcuni vincoli dettati dallo statuto del fondo: esistono quindi fondi comuni azionari (che investono solo in azioni, magari con specializzazioni per area geografica o dimensione delle imprese in cui investono), fondi comuni obbligazionari (comprano solo obbligazioni e titoli di stato: qui il regolamento del fondo indica in quali valute si può investire e quale deve essere il rating minimo dei titoli in portafoglio), fondi comuni bilanciati (investono sia in azioni che obbligazioni), fondi comuni flessibili e fondi di fondi (cioè fondi che investono in altri fondi, spesso esteri), oltre che a fondi comuni monetari (investono solo in titoli obbligazionari di breve durata) e ai fondi comuni etici (che evitano di finanziare alcuni settori economici e quelle aziende che non rispettano una serie di paletti di tutela sociale, ambientale e civica). I fondi comuni si sono diffusi a partire dagli anni '80 e oggi, grazie alla pressione commerciale di banche e promotori finanziari, sono molto diffusi. Non sempre però offrono rendimenti in linea con i mercati, a causa delle cattive performance del gestore e delle commissioni di gestione del fondo (accade quindi spesso che un fondo comune obbligazionario renda meno delle obbligazioni in cui investe).
L'ultimo strumento di investimento molto diffuso in Italia sono le polizze assicurative. Va chiarito che ci sono polizze per coprirsi contro un rischio (come le polizze contro la morte o l'invalidità oppure la polizza Rc Auto) e polizze la cui finalità invece è investire denaro (sono chiamate polizze finanziarie). Esistono tra grandi categorie di polizze in Italia: le polizze tradizionali (che sono simili alle obbligazioni), le polizze index linked (simili alle obbligazioni strutturate bancarie) e le polizze unit linked (molto simili ai fondi comuni). Le polizze sono molto diffuse grazie agli sforzi di vendita degli agenti assicurativi (che guadagnano un tot a polizza venduta), al fatto che in passato al sottoscrizione di polizze offriva alcuni benefici fiscali (fino al 2000), al fatto che sia possibile pianificare versamenti periodici per accumulare un capitale e al fatto che offrono alcune caratteristiche, come la impignorabilità e la insequestrabilità, molto apprezzate da alcune fasce di popolazione.


Forme di finanziamento

I privati e le famiglie hanno oggi disponibili molte forme di finanziamento. Lo strumento più diffuso è il prestito, con il quale si ottiene un capitale che viene rimborsato mediante il pagamento di una serie di rate mensili per un certo arco di tempo. Di norma i prestiti arrivano fino ad un importo di 30.000 euro, con piani di rimborso fino a 10 anni. Si tratta di prestiti che nella maggior parte dei casi sono a tasso fisso (e quindi l'importo della rata non varia), anche se alcune società finanziarie offrono anche prestiti a tasso variabile. Il costo di questi prestiti è dato dagli interessi annui (calcolati secondo il tasso annuo nominale sul debito residuo del prestito), dalle spese di richiesta del prestito, dalle spese di incasso delle rate e dal costo di eventuali coperture assicurative abbinate al prestito. Il prestito non richiede l'iscrizione di ipoteca su un immobile, e quindi può essere chiesto anche da non proprietari di immobili e non chiede l'intervento del notaio. Per questo la fattibilità del prestito viene valutata confrontando importo della rata mensile e reddito netto (al netto di eventuali altri prestiti) del richiedente e i tempi di lavorazione della pratica di prestito e dell'erogazione sono brevi (intorno ai 2 giorni lavorativi). La cessione del quinto è una forma particolare di prestito di credito al consumo.
L'altra grande forma di debito usata dalle famiglia è il mutuo. Con il mutuo è possibile ottenere una somma di denaro rilevante, proporzionata al valore dell'immobile su cui la banca erogante iscrive l'ipoteca. Oggi quasi tutte le banche erogano fino al 100% del valore dell'immobile. Il piano di rimborso può essere molto lungo (fino a 50 anni) ed esiste una grande varietà in termini di modalità di calcolo del tasso di interesse: oltre ai tradizionali mutui a tasso fisso e mutui a tasso variabile ci sono anche mutui a tasso misto, tasso modulare, mutui a tasso variabile con tetto al massimo tasso applicabile, mutui a tasso variabile ma rata fissa. Questa varietà di tassi si spiega con il tentativo di cercare di creare mutui capaci di unire gli aspetti positivi sia dei mutui a tasso fisso che di mutui a tasso variabile, dal desiderio di soddisfare le esigenze di particolari nicchie di consumatori e dal desiderio delle banche di differenziare le proprie offerte per rendere i prodotti meno confrontabili ed evitare guerre di prezzo sulle condizioni proposte.
Di norma i mutui sono richiesti per finanziare l'acquisto o la ristrutturazione di un immobile, per avviare una attività imprenditoriale, per estinguere altri debiti oppure per avere una riserva di liquidità.
Infine, da inizio anni 2000 si sono diffuse le carte di credito revolving: si tratta di carte di credito che incorporano un piccolo affidamento,di solito di 2.000 - 3.000 euro. Sono quindi un ibrido tra carte di credito e prestiti, e permettono il rimborso rateale su più mesi degli acquisti pagati con la carta di credito. Il vantaggio della comodità dello strumento e dell'importo ridotto delle rate (50-100 euro al mese) è bilanciato dal tasso di interesse applicato sulla dilazione, di solito piuttosto elevato.




Obbligazioni
Obbligazioni
Titoli di stato
Obbligazioni a tasso fisso
Obbligazioni a tasso variabile
Obbligazioni strutturate
Obbligazioni step up
Obbligazioni step down
Obbligazioni subordinate
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Borsa
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Derivati
Borsa italiana
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Fondi comuni
Fondi comuni
Hedge fund
Fondi comuni monetari
Fondi comuni obbligazionari
Fondi comuni bilanciati
Fondi comuni flessibili
Fondi comuni azionari
Fondi comuni etici
Fondi di fondi
ETF (exchanged traded fund)
Fondi comuni immobiliari
Sicav
Gestioni patrimoniali

Polizze assicurative
Polizze assicurative
polizze tradizionali
polizze unit linked
polizze index linked
Polizze versamento periodico
Pensione integrativa
Fondi pensione
Polizze previdenziali P.I.P.

Mutui
Mutui
Mutui prima casa
Mutui per ristrutturazione
Mutui per liquidità
Mutui a tasso fisso
Mutui a tasso variabile
Mutui a tasso variabile con cap
Mutui affitto
Mutui a durata variabile

Prestiti
Prestiti personali
Finanziamenti
Cessione del quinto
Prestiti Inpdap
Pagamenti a rate
Prestiti a protestati
Prestiti cattivi pagatori
Consolidamento debiti

Quotazioni
Quotazione oro e platino
Quotazione metalli preziosi
Quotazione rame
Quotazione alluminio
Prezzo del petrolio
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Cambio euro - yen
Cambio euro - sterlina

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Carte revolving
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